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La morte Rosa

Inviato: dom 15 feb, 2004 9:12 pm
da Gohan
già xchè secondo me era l'unico ke negli ultimi tempi l'ha veramente meritata la maglia rosa

ci lascia un vero ciclista; uno ke ha dato tutto per uno sport e dopo onore e gloria gli han tagliato le gambe.

quando partiva lui nn c'era storia x gli altri....lo vedevi in fuga x decine di Km e sempre lì a scalare come solo lui sapeva fare

da quella tappa di Madonna di Campiglio il ciclismo è decaduto...

a me piace ricordarlo in sella alla sua bicicletta con le braccia al cielo ke ringrazia per l'n-esima vittoria!

Addio Marco

Immagine

Inviato: dom 15 feb, 2004 9:16 pm
da Yuri
Anche non seguendo il ciclismo, conoscevo abbastanza bene la sua fama,

Ciao Marco...

Inviato: dom 15 feb, 2004 9:21 pm
da Shuren
Mi aggiungo al saluto al Pirata.
Al tempo mi ha fatto appassionare al giro e al tour, forse gli unici che ho seguito davvero e con un po' di interesse. Non volevo crederci quando è stato accusato di doping, però adesso mi lascia l'amaro in bocca. Mi riesce difficile non fare il cinico adesso.

Vabbe, per quello che ha fatto, adesso non se lo merita.

Finchè è durato, è stato un grande.

Inviato: dom 15 feb, 2004 9:23 pm
da gotenks
Addio Marco...

Inviato: dom 15 feb, 2004 9:28 pm
da Gohan
io seguo il ciclismo dai tempi in cui Eugeni Berzin ha vinto il giro (1994 mi pare) e devo dire ke in 10 anni di ciclismo lui è stato l'unico ke ha portato alla luce lo spirito di questo sport

x conto mio Pantani può prendere posto tra i grandi insieme a Coppi, Bartali, Gimondi, Eddie Merx.... 8)

Inviato: dom 15 feb, 2004 10:44 pm
da Mikox3
io porgo i miei saluti ad 1 grande ke nn faro cadere facilmente ricordando la sua forza ke ha avuto in vita continuando quando tutto sembrava finito...

lui dentro di me sara sempre vivo..

Ciao Marco..

Inviato: lun 16 feb, 2004 2:54 pm
da Maverick
era l'unico motivo per cui guardavo il ciclismo da quando smise bugno! :(

Inviato: lun 16 feb, 2004 4:22 pm
da Everland
Ultimamente ha pedalato nella strada sbagliata e non ci sono stati abbastanza cartelli o segnali per fargli cambiare direzione... non ha visto neanche la bandiera dell'ultimo chilometro, purtroppo... addio! :bye:

Ever4ever

Inviato: lun 16 feb, 2004 8:42 pm
da biancoros
mi spiace.

ho sempre tifato per lui, e morire in questo modo a 34 anni è tristissimo






purtroppo però l'atleta pantani era morto già da tempo, e a volte mi chiedo se sia mai esistito


speriamo almeno che questa tragedia serva d'esempio a tutto il mondo del ciclismo

Inviato: gio 19 feb, 2004 12:02 pm
da Ryo
biancoros ha scritto: purtroppo però l'atleta pantani era morto già da tempo, e a volte mi chiedo se sia mai esistito


speriamo almeno che questa tragedia serva d'esempio a tutto il mondo del ciclismo
mi associo

Inviato: dom 22 feb, 2004 2:50 pm
da magickman
Ecco cosa penso io!

IL PIRATA AMMAINA LA BANDIERA

Il pirata si è spento, e la sua morte è stata "gloriosa" come ogni sua grande vittoria sportiva, tanto da riempire per intero le prime pagine di quotidiani sportivi e non.
Ancora prima pagina, gigantografia di Marco, titolo a 9 colonne… come fosse un trionfo al Tour.
Per Marco la vita era sempre così, non doveva mai essere una via di mezzo,Marco non doveva mai fare unil gregario ( quant'avrà sofferto a farlo nel 2000!!) cercava sempre il trionfo, il massimo, magari l'impossibile…ed anche l'ultimo capitolo della sua vita ha fatto scalpore ed ha riempito i TG televisivi come fosse una grande vittoria.
Fosse morto a 90 anni, sui quotidiani ci sarebbe stato solo qualche normale trafiletto, così invece si torna in prima pagina, con titoli di dolore e sgomento, al contrario di quanto ci si potrebbe aspettare vedendo la foto del pirata, ancora 34enne, in prima pagina.
Marco è stato il più grande ciclista Italiano almeno degli ultimi 50 anni, in salita nessuno è mai andato come lui a livello mondiale nella storia del ciclismo, ma non è stato questo a farlo diventare popolare, a farlo diventare portacolori della bandiera tricolore… i numeri non bastano.
Armstrong, ad esempio, ha vinto più di Marco, ma non è così entusiasmante come il Romagnolo.
Marco Pantani ha vissuto un periodo ciclistico per l'Italia poco gratificante; dopo gli anni d'oro di Coppi e Bartali solo Gimondi aveva fatto tornare gli Italiani sulle strade del giro e del Tour, ma già con Bugno e Chiappucci si stava per capire che l'Italia ancora c'è anche in questo splendido sport, e con Marco Pantani siamo tornati grandi.
Passato professionista nel 1992, vinse la prima tappa al Giro d'Italia nel 1994, arrivando secondo in classifica generale, con Indurain alle spalle. Lo stesso anno riesce a fare l'impresa al Tour de France classificandosi terzo a soli 24 anni.
Nel 1995 una caduta in allenamento lo taglia fuori dal Giro, ma al Tour vince due tappe alpine, mentre nel mondiale in Colombia è medaglia di bronzo.
Il 18 Ottobre 1995 però la grande tragedia : cade alla Milano-Torino: frattura scomposta di tibia e perone alla gamba sinistra.
Rimane fuori dalle corse per oltre un anno.
Torna in scena nel 1997, quando cade nuovamente al Giro d'Italia, costretto al ritiro.
Il ciclista più sfortunato della storia.
Torna però in grande stile al Tour de France, vincendo due tappe ( bissando all'Alpe d'Huèz dopo il trionfo lì nel 1995, facendo inoltre il record nell'affascinante salita francese!) e classificandosi terzo in classifica.
Il 1998 è l'anno di grazia, Marco dice : " non poteva sempre andare male, ho avuto solo sfortuna, adesso tocca a me"… Marco vince alla grande il Giro d'Italia vincendo una tappa, e poi trionfa, alla grande, nel Tour de France ( vincendo 2 tappe) , con una doppietta che pochissimi campioni hanno potuto realizzare nella storia del ciclismo, campioni lontani…gli attuali Simoni, Ullrich, Garzelli ma anche Armstrong, non riusciranno mai a farlo.
Nel 1999 Pantani continua ad essere grande, ad inizio stagione.
Conduce un giro d'Italia magnifico, vince 4 tappe, ed a 2 giornate dalla conclusione ha ben 6 minuti di vantaggio su Ivan Gotti, e 7 su Savoldelli.
E' però la mattina del 5 Giugno 1999, alla partenza della tappa Madonna di Campiglio-Aprica, con nel programma da scalare il Gavia ed il Mortirolo… Marco medita l'ennesimo trionfo, ma viene squalificato prima dalla partenza per ematocrito alto.
Marco subisce il colpo e sta male, è un ragazzo molto fragile e debole,ha ancora 29 anni e nella sua breve vita, ne ha passate di tutti i colori.
Nel 2000 comunque riesce ancora a farsi forza, solo 2 anni prima era il più forte al mondo nelle corse a tappe, non poteva tutto essere sfumato nel nulla… così al Giro fa il gregario per il compagno di squadra Stefano Garzelli portandolo in maglia rosa a Milano, e poi al Tour de France si vede di nuovo in testa.
Marco vince sulla storica salita del Mont Vantoux, splendida vittoria.
Dimostra addirittura di essere più forte di Lance Armstrong staccandolo di quasi un minuto a Courchevel, poi, nella tappa del Joux Plane, Marco prova l'attacco da lontanissimo per far saltare il banco del Tour: è per questo che entusiasma. Non è mai mesto, non si rassegna mai. A patto di saltare lui stesso, gioca sempre il tutto per tutto per arrivare alla vittoria, per dare il massimo, rievocando imprese d'altri tempi in un ciclismo sempre più meccanico, programmato, studiato a tavolino e con pochi colpi di scena. D'altronde per un professionista che a cronometro va piano, questa è l'unica soluzione per tentare di vincere.
Però la sfortuna perseguita ancora Marco che ha problemi intestinali e deve quindi abbandonare la corsa.
Nel 2001 e nel 2002 partecipa al Giro d'Italia senza risultati, nel 2003 torna al Giro in prima linea, arriva 5° sulla dura salita dello Zoncolan, tenta di conquistare la vittoria di tappa diverse volte, attacca anche la maglia rosa, ma cade ( ancora la solita sfortuna) nella discesa del Sampeyre, perdendo 7 minuti con una bella botta… riesce comunque dignitosissimamente a posizionarsi 14° in classifica generale, senza la caduta si sarebbe tranquillamente posizionato tra i primi 5.
Ma non è più quello "di una volta".
Dopo il Giro, Marco cade in depressione, non aiutato da chi l'ha voluto scacciare da un Tour de France che l'avrebbe visto protagonista.
La direzione della corsa francese ha rispettato il regolamento non potendo ammettere in gara la Mercatone-Uno e l'entourage di Marco con Pantani stesso non sono riusciti a piazzarlo, magari in prestito, in qualche altro schieramento che avrebbe partecipato alla "Grand Boucle". Si parlava della Kelme, della Bianchi, addirittura della Banesto, ma alla fine mentre si correva il Tour, Marco stava a casa, cadeva in Depressione e si faceva "rinchiudere", ricoverato, in una clinica contro le malattie di depressione.
Forse Marco ha cercato in paradisi artificiali di trovare un mondo diverso da quello reale, nel quale ormai nessuno riusciva a capirlo.
Probabilmente nessuna profonda amicizia, nessuna relazione con familiari o con qualche amico che, invece di insistere nel contattarlo, vedendolo chiuso in se stesso l'ha lasciato in pace magari perché "è meglio che rifletta da solo", ma un ragazzo così debole e così tormentato non può riflettere lucidamente, e quindi si potrebbe spiegare così una morte che ancora forse non riusciamo neanche noi a farcene ragione.
Marco ha dato tanto allo sport, allo sport Italiano, all'Italia, a tutti noi.
Ha dato tanto alla sua terra, ha dato infinite emozioni a tutti gli appassionati ciclistici del mondo.
Ed è uscito di scena così come piace fare a lui, non in silenzio, non di nascosto, ma , magari inconsciamente, ogni notizia o accadimento su Pantani ha sempre fatto scalpore, così come questa, l'ultima volta che lo vedremo in prima pagina, a 9 colonne.

Niente ti può cancellare, Caro Marco, semplicemente vivi ancora, non qui in terra, ma lassù nel cielo. Ed hai lasciato nei nostri cuori qualcosa che ci farà riflettere e ci aiuterà a sognare. Sei sempre stato grande, e neanche la più grande tragedia che poteva capitarti, riuscirà a cancellare il tuo nome tra gli eroi del mondo moderno.

Ciao Marco, e grazie di tutto.
Sarebbe bello poterti dire " A presto" , ma pensarci serve solo a farci tornare a sognare.




GRAZIEEEEEEE




Ragazzi non avete idea che serata possa essere stata per me quella di Sabato.... arrivatomi il messaggio ansa ( inoltrato da mio fratello...io ho wind) non riuscivo a credergli, e gli ho telefonato per conferma!!
Sono tornato a casa che ancora pensavo ad altro dopo l'1.10, ma almeno fino alle 2.35 mi ha fatto compagnia SKY TG 24, ho capito che era tutto vero, non sono riuscito a capire, a farmi una ragione.... tutta Domenica sono stato sconvolto ( chiedete ad Antonello....) ...il mio + grande idolo sportivo.........
Adesso il terminillo al giro d'Italia si chiamerà CIMA PANTANI....

Certo, è caduto nel tunnel della cocaina dopo Madonna di Campiglio,ma non è stato quello che ha fatto traboccare il vaso.

Marco ( dicono) ha iniziato a farsi di droga sporadicamente dopo Madonna di Campiglio, ma ancora alternava la coca a momenti di grande passione per la bicicletta, come nel 2000 quando cercò di battere Armstrong al Tour, e vinse due tappe... anche nel 2003 sembrava aver trovato nuovamente serenità ed amore per le grandi corse a tappe dopo il giro combattuto su ogni cavalcavia... un giro dove ha sfiorato varie volte la vittoria di tappa ( se non fosse stato per Simoni ....... Grrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr ) ... e dopo il giro era carico!!!

Appena tornato a casa disse ai suoi preparatori . "Ora voglio andare al Tour per battere l'Americano e poi preparare il programma per il 2004" ..... e Marco poteva ancora riuscirci, a 33 anni tutto poteva ancora fare, come anche adesso a 34 poteva vincere ancora...
Ma al Tour non è andato......... la Mercatone non era ammessa, non ha trovato l'accordo con altre squadre.... ed ha iniziato a farsi di coca addirittura quotidianamente!!!

CAZZAROLA non è possibile che un campione di sport e di vita finisca così nella merd*!!

Marco voleva andare in Bolivia con quel padre lì che non so come si chiama, l'ha scritto ( dicono ) in quei bigliettini trovati nel residence.... ma era testardo, non aveva il coraggio di ammetterlo.... insomma un bel casotto!!

E' sempre stato sfortunato, non dico che l'hanno ucciso ma è vero che nessuno l'ha aiutato, mai.



Potevano anche far finta di non aver visto quell'ematocrito al 51% a Madonna di Campiglio?
Così dice qualcuno, ma io non sono daccordo... andrebbe contro ogni giustizia sportiva...
Marco comunque si era ripreso... si era ripreso nel 2000 ed anche nel 2003... se fosse andato l'anno scorso al Tour, comunque fosse andata la lotta con Armstrong, la vita di Pantani sarebbe cambiata nuovamente.


Peccato...




In questi giorni in TV e sui giornali se ne sentono di tutti i colori, mentre la famiglia di Marco continua a stringersi nel dolore.
Secondo me ci vorrebbe molto + rispetto per Marco e cercare di evitare adesso di prendere spunto da questa tragedia per parlare di doping nel ciclismo, nello sport bla bla bla, anche perchè Marco Pantani con il doping non ha mai avuto niente a che fare, non è mai stato positivo a nessuna analisi, ed è questo che la gente deve pensare!
Tutti pensano che si dopava, ma quel maledetto 5 Giugno, non è stato positivo, nè gli hanno trovato nel corpo alcuna sostanza dopante!!!!
Non lo vuole capire nessuno!!!!!!!!!!
Vorrei adesso scrivervi alcune motivazioni di cio :
1) Innanzitutto, Marco se avesse assunto sostante dopanti proprio quel giorno, sarebbe stato stupido, per due motivi :
a) Aveva già abbondantemente il giro, quella era la penultima tappa ed aveva 7 minuti sul secnodo in classifica
b) Voleva vincerla quella tappa, e non aveva rivali, Al 90% l'avrebbe vinta, e quindi il vincitore di tappa viene automaticamente sottoposto al controllo antidoping... e se avesse preso qualcosa, l'avrebbero scoperto.


Allora, chiedereste voi, perchè l'hanno squalificato dal Giro ??

beh... bisogna andare in fondo alle cose, non basta soffermarsi in superfice per capire.... le persone comuni avranno tutte pensato al doping, anche istigate da qualche giornalista ignorante che sicuramente avrà sparato in prima pagina " Pantani il dopato" infangando anche tutte le sue vittorie, senza sapere che ogni volta che Marco ha tagliato il traguardo per primo è stato poi sottoposto al controllo antidoping, e non è mai risultato positivo....
Ma torniamo al punto.........perchè l'hanno squalificato dal Giro ??
Rispondo subito : il sangue che abbiamo nelle vene, nelle arterie e nei capillare, ha diverse caratteristiche mutevoli, tra cui la densità. Se il sangue è molto denso si rischia la "trombosi" che è un blocco circolatorio che porta alla morte, ed il sangue diventa più denso quando si va sotto sforzo. Se già a riposo il sangue ha il 50/60% di "Ematocrito", questo stato credo si chiami così, è alto il rischio che poi durante la corsa ci sia il blocco, ed i ciclisti hanno appunto chiesto controlli anche su questo per evitare tragedie in pista.
Certo, ci sono sostanze, che portano il sangue vicino al 50%, ma Marco, come scritto sopra, quel giorno non le avrebbe mai usate, non ne avrebbe avuto bisogno!
Allora si è fatta la legge che nel ciclismo chi prima del via di una tappa ha l'ematocrito superiore al 50%, non può correre per evitare rischi alla salute.

Dovete anche sapere però che il tasso di densità del sangue aumenta se si sta diverse ore in alta quota, e la notte tra 4 e 5 Giugno, Marco Pantani dormì a 1700 metri di quota!!! Ed inoltre ogni corpo ha un suo status, quindi il sangue può farsi più o meno denso.

Di solito l'ematocrito normale è tra il 36 ed il 42 %, quella mattina a Madonna di Campiglio, sono stati controllati moltissimi corridori, e tutti avevano l'ematocrito al 48%, al 49%, addirittura al 49,8%, e Marco Pantani aveva l'ematocrito al 51% ( non ho il valore preciso ma hanno detto i suoi compagni che era 50,6% ) quindi anche lì Marco è stato sfortunatissimo, sarebbe bastato una o,6% in meno per salvarsi!!

Certamente nessuno l'ha ucciso quel 5 Giugno, per questo penso che in quella data stiamo mettendo troppe attenzioni sulla svolta di Pantani.... secondo me è molto più importante quello che è successo DOPO!
Certo, Pantani ha iniziato a farsi di cocaina dopo il 5 Giugno, e se Pantani non fosse stato squalificato quel giorno, probabilmente avrebbe vinto altri 5 Giri d'Italia ( sicuro, non avrebbe avuto rivali) ed al Tour con Lance Armstrong sarebbe stata una lotta incredibilmente bella, forse la più bella di tutti i tempi, come al Tour del 2000, uno dei Tour più belli di sempre, illuminato da Pantani e dalla lotta con Armstrong ed Ullrich.

Marco ha iniziato ad usare cocaina dopo quel 5 giugno, ma solo a tratti, quando stava male, quando pensava al fatto che ben 7 procure della repubblica italiana se la prendevano con lui, ed alla fine veniva assolto!!

Però a tratti la famiglia, gli amici, i pensieri dei trionfi degli anni precedenti, i compagni di squadra, i dirigenti, facevano tornare a Marco la voglia di salire in bici... questo già l'anno dopo, nel 2000, quando fece un Giro d'Italia bellissimo, dimostrando nelle ultime tappe che Pantani era ancora pirata... facendo vincere il Giro al compagno di squadra Garzelli, e poi, sempre nel Luglio 2000, facendo un Tour de France splendido, staccando l'americano.... ed è lì che la vita di Pantani ha avuto un'ulteriore svolta decisiva.... Marco era al settimo cielo per due motivi :
1) Era riuscito a disintossicarsi per la prima volta GRAZIE ALLO SPORT e GRAZIE ALLA BICICLETTA
2) Al Tour aveva trovato un grande campione (Armstrong) con cui poter lottare negli anni successivi, aveva trovato un punto di riferimento, un qualcosa su cui fondare degli obiettivi.

Ed infatti ogni stagione Marco l'ha preparata solo in funzione Tour... al Giro non è mai andato in forma, e sperava sempre di andare al Tour, dove però prima nel 2001 e poi nel 2002 inesorabilmente gli chiudevano le porte!

Nel 2003 Marco dimostra al Giro che al Tour può fare ancora bene, tanto che come conclude ( benissimo) il Giro, esprime il desiderio di " Andare al Tour, battere l'americano e poi fare il programma per il 2004" ... solo che anche nel recende 2003, il Tour ha chiuso le porte a Marco Pantani.... ed è qui il punto svolta della sua vita ... QUI NON IL 5 GIUGNO, perchè il 5 Giugno è diventato cocainomane, ma poi già nel 2000 grazie alla bicicletta era riuscito a disintossicarsi!!!!
Vedendosi precluse le strade per il Tour de France, la corsa più importante del mondo, la corsa a cui faceva indirettamente riferimento, perchè faceva riferimento su Armstrong, Marco ha ricominciato a rifugiarsi nel mondo articiciale, per lui paradisiaco, della cocaina, pensava di poter morire da un giorno all'altro ( ed è questa la cosa crudele che più mi fa star male) tanto che ha scritto diverse lettere, come quella letta al funerale..

Alla fin fine leggendo queste righe uno che non se ne intende potrebbe dire " Allora è stato il Tour de France ad uccidere Pantani" ed io mi oppongo nuovamente, perchè comunque il Tour non ha chiamato Pantani per il semplce fatto che la Mercatone Uno non rientrava tra le squadre che avevano i numero per partecipare alla grande corsa a tappe francese, quindi ancora molto sfortunato, Marco.

Che dire.... come già scritto, ricorderemo le sue volate, e piangeremo sui ricordi che ci ha lasciato, credo che nessuno mai mi regalerà le stesse emozioni, e sono felice di essere nato di questi tempi, perchè molti ragazzi o bambini o molte persone che nasceranno ne sentiranno parlare solo come un mito ed un grande campione, io invece l'ho visto crescere e diventare grande, ogni tappa, ogni trionfo ed ogni successo... in questo sono stato fortunato... al contrario proprio di Marco... sempre, e dico sempre, perseguitato dalla sfortuna.